Lungo il Fiume

PRECISIONE

Un signore, attento lettore della nostra stampa parrocchiale, si è complimentato per il nostro giornale settimanale che, dal suo punto di vista, rappresenta un vero fiore all’occhiello rispetto ad altre pubblicazioni simili a livello ecclesiale. E, soprattutto, si è detto un affezionato lettore di alcune rubriche periodiche che trova sempre arricchenti, precise e chiare nell’esposizione. Ed è proprio così! Infatti, ai nostri giorni la faciloneria, la superficialità, il pressappochismo sono diventati un’insegna inalberata in quasi tutta la comunicazione. Quante volte leggendo un articolo di tema religioso su un giornale c’è da stupirsi per la serena ignoranza o per l’approssimazione senza scrupoli dell’autore di quel testo. Siamo grati perciò a tutti coloro che con generosa disponibilità, ogni settimana, si assumono l’impegno di rendere ricco e propositivo il nostro giornale parrocchiale e non si risparmiano per la ricerca meticolosa e minuziosa, per la cura dell’impostazione grafica, per il puntiglio nella verifica dell’intera pubblicazione, prima di correre il rischio di essere uno dei tanti organi di comunicazione che parlano a vanvera. Certo, pur non nutrendo alcuna ambizione di andare oltre i confini locali, o di assumere un ruolo che non saremmo in grado di sostenere, è nostra ferma intenzione contraddistinguerci per quel fondo di rigore e di accuratezza che non deve mai venire meno, come necessario antidoto alla dominante sciatteria e al diffuso pressappochismo dell’informazione.

ADULTI AUTENTICI

I dati statistici messi a disposizione dall’Osservatorio delle politiche sociali della nostra regione, ci consegnano, tra gli altri, anche i dati impietosi dell’indagine effettuata sulla realtà fragile e un po’ malconcia della famiglia. Separazioni, fallimenti di coppia, divorzi, nuove unioni, nuovi equilibri da ricostruire sembrano essere i lineamenti diffusi di una realtà, la famiglia, un tempo considerata stabile, ora, invece, fluida e in continuo divenire. C’è da chiedersi se la famiglia sia ancora attuale come riferimento importante nella nostra società o se lo sarà sempre meno. Dal mio punto di vista ritengo che sia necessario un lavoro lento e paziente, ma anche radicale e sostanziale a partire dall’età infantile. Troppo spesso, infatti, ai nostri giorni, per evitare turbe o repressioni, si è inclini a concedere tutto ai ragazzi e ai giovani, lasciandoli così nella loro “imperfezione”, correndo il rischio di avere eterni bambini, coccolati e capricciosi. È per questa via che si creano persone immature e tutt’altro che grate a chi ha concesso a loro tutto. Perché, al di là del suo spontaneo egoismo, anche il giovane capisce che ciò di cui ha veramente bisogno è altro e che questo “altro” è da conquistare con fatica. Capaci di fedeltà, di amore provato e responsabile, lo saranno quei giovani che sono stati educati alla serietà della vita e a conoscere le esigenze che i veri valori comportano! Credere che ci possano altre strade per garantire la solidità delle nostre famiglie, è pura utopia.

SOTTO LA SUPERFICIE.
Questa mattina mi sono avvicinato alla mamma che, dopo aver accompagnato i figli a scuola, si ferma ogni giorno in chiesa per una preghiera, manifestandole il mio apprezzamento per la fedeltà a questo appuntamento. Mi ha detto che è contenta di farlo e, anche se all’inizio rappresentava una sorta di affidamento a Dio delle persone a lei care, ora le è sufficiente mettersi in silenzio alla presenza di Colui che tutto conosce e ricevere il dono della serenità fin dalle prime ore del nuovo giorno. Stare un po’ nel silenzio, lasciando all’esterno il tumultuoso agitarsi delle preoccupazioni quotidiane, potrebbe apparire un’impresa impossibile da realizzare tutti i giorni, ma indubbiamente è un’esperienza da praticare a scadenze regolari per riacquistare una carica interiore. Entrare nella solitudine di una chiesa, lontano dagli sguardi e dalle aspettative del mondo, potrebbe costituire un appello che è ancor più valido in un tempo in cui conta solo la riconoscibilità, l’apparire senza essere, l’inganno mediatico.

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